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    Volevo vedere la Tundra

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    Una bambina sogna ad occhi aperti avventure incredibili nei luoghi più remoti della terra, ma è un libro, Pastori di renne, che consacra definitivamente la sua curiosità per gli ambienti più ostili del profondo Nord e Sud. L’aver sposato un alpinista, all’inizio le apre la strada ai grandi viaggi arrampicatori, ma ben presto il richiamo alla Natura selvaggia torna prepotente cambiando i suoi orizzonti, che diventano per lo più di neve e di ghiaccio. Dalla Groenlandia alla Patagonia, senza disdegnare la sosta in qualche paese più caldo, ma sempre lasciandosi ammaliare dalla bellezza selvaggia di una Natura che mette a nudo debolezze, forze personali, ma soprattutto l’intrinseca fragilità del genere umano.
    “Quattordici racconti” – come scrive nella prefazione Silvia Metzeltin – “che trasmettono la freschezza autentica di come si vivono davvero le situazioni inaspettate e incresciose, senza caricarne la drammaticità con eroismi, ma neppure minimizzandola, né addolcendone il ricordo, bensì lasciando emergere, con vena discorsiva non priva di umorismo, anche gli aspetti positivi di quel bisogno intimo dell’andare a infilarsi in simili scelte, non foriere solo di rischi ma anche di conflitti esistenziali.”

    Quantità
    Categoria:
    • Editore: Idea Montagna
    • Collana: Narrativa
    • Argomento: Senza Categoria
    • Pagine: 288
    • Pubblicato il: 2021
    • ISBN: 979-12-80483-31-7
    Antonella Giacomini

    Nata nel 1964, nella Valbelluna, Antonella Giacomini ha da sempre frequentato l’ambiente dolomitico dapprima come escursionista e poi come alpinista, dopo aver conosciuto e sposato il noto alpinista Manrico Dell’Agnola. Insieme a lui ha ripetuto molte delle vie classiche sulle più belle pareti dolomitiche, per poi iniziare una ricca esperienza extraeuropea dove in alcuni casi ha portato a casa delle prime salite italiane e femminili. In particolare negli anni 1997 e 1998 ha coronato il sogno di organizzare e dirigere le prime due spedizioni alpinistico-esplorative italiane nella zona di Clyde River all’Isola di Baffin, nell’Artico canadese. È invece del 2000 l’esperienza che senza dubbio le ha cambiato la vita: 32 giorni di traversata con gli sci, in completa autonomia, di 600 km, dalla costa est a quella ovest della Groenlandia lungo la linea di Nansen. Da qui ha inizio il suo interesse per le traversate che l’ha portata, alla fine del 2002, a essere tra le poche donne, e unica italiana, a compiere, da nord a sud, una traversata parziale dello Hielo Patagonico Sur. Sempre nel 2002 si laurea in Scienze motorie compiendo studi sull’alimentazione in condizioni estreme, date da basse temperature e sforzi prolungati, elaborando, in una tesi, alcune ipotesi di dieta bilanciata partendo proprio dalla sua esperienza personale. Il suo amore per le terre dell’estremo nord l’ha portata a interessarsi anche all’antropologia culturale riferita soprattutto alle popolazioni Inuit, con le quali ha avuto la fortuna di vivere alcuni periodi. Nel 2006 torna sullo Hielo Patagonico con una spedizione interamente femminile: altri 40 giorni su uno tra i ghiacciai più severi al mondo in balia delle bufere. Dal 2008 la sua compagna di avventure diventa la friulana Daniela Facchinetti con la quale attraversa integralmente il Vatnajökull, l’enorme ghiacciaio islandese, famoso per le bizzarrie del suo vulcano attivo, torna in Patagonia nell’agosto 2009 tentando lo Hielo Patagonico in inverno e nel dicembre 2010 e gennaio 2011, questa volta non solo con gli sci, ma anche in bicicletta lungo la Carretera Austral, ritenta lo Hielo Patagonico dal Ghiacciaio Chico. Nel marzo del 2013 attraversa il Lago Bajkal ghiacciato. Insegnante e giornalista-pubblicista, come freelance cura l’ufficio stampa di eventi sportivi e culturali, collabora con i quotidiani locali e con numerose riviste del settore montagna e viaggi. Insieme al marito Manrico Dell’Agnola testa il materiale alpinistico per alcune ditte e cura la stesura di cataloghi e altro materiale pubblicitario.  

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    Volevo vedere la TundraNarrativa2021

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